Scultore · Accademico · Scrittore
Maximo Pellegrinetti
«L’invisibile diventa visibile: ciò che prima era occultato o dimenticato diventa il centro di qualunque aspettativa estetica.»
Biografia
Maximo Pellegrinetti nasce a Viareggio nel 1960. Si forma all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove nel 1982 si diploma in Scultura. Lì entra in contatto diretto con la tradizione del marmo apuano, che resterà il centro della sua ricerca.
Carriera accademica
Dopo gli incarichi di insegnamento nelle Accademie di Belle Arti di Palermo, Macerata e Carrara, dal 1999 è docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano. Qui tiene il corso di Tecnologia e uso del marmo, delle pietre e delle pietre dure. A Brera ha diretto per molti anni il Dipartimento di Scultura ed è stato membro del Consiglio di Amministrazione. Ha preso parte a numerose commissioni, come presidente e come commissario, nelle Accademie e nei concorsi pubblici dedicati alle arti visive. È presidente di MAGMA Cultural Association.
Il marmo e il segno
Il marmo è il suo materiale d’elezione. Pellegrinetti lo assottiglia in lastre sottili, quasi quadri da collocare a parete, e su quelle superfici incide un segno netto e profondo. La sua ricerca, sempre attenta al dibattito dell’arte contemporanea e nutrita da continue esperienze all’estero, si apre anche a materiali e soluzioni diverse: la fotografia, gli elementi che imitano la pietra, la pittura a olio e l’intarsio su marmo, come in Sottosopra (2024), su marmo verde cinese.
Poetica
Nell’opera di Pellegrinetti si avverte un’interruzione nell’evoluzione stessa della materia o dello stile, che porta a ridefinire l’immagine. La rappresentazione è armoniosa, bella, ma l’artista sceglie deliberatamente di turbarla, segnando o censurando alcune parti dell’opera. Lo sguardo si concentra così su una bellezza assente: su quella mancanza, su quella violazione di ciò che la natura ha creato. L’assenza diventa presenza.
La tensione verso il bello può spingersi fino a una forma di super-finzione, in cui l’immagine reale lascia il posto a quella fotografica o a materiali che imitano la pietra. Con pochi segni, eredità di un percorso di scultore alla ricerca della terza dimensione, Pellegrinetti costruisce uno spazio in cui memoria, immaginazione e sperimentazione restituiscono ai dettagli un significato universale. Lo fa anche attraverso immagini simboliche che ritornano con costanza, prima fra tutte quella della casa.
Pur condividendo l’idea hegeliana del primato dello spirito sulla materia, per l’artista il pensiero non si oppone alla materia: ne è lo stadio più elevato. Le opere degli ultimi anni indagano l’essenza stessa della materia, nel suo essere e nel suo apparire.
Opere pubbliche internazionali
Dal 1980 realizza opere permanenti nello spazio pubblico, in Italia e all’estero. Tra queste: Anima senza tempo (1984, Digne, Francia), Il volo interrotto (1986, Aubagne), Omaggio a René Char (1990, Forcalquier), The Black Hole (1999, Ichon, Corea del Sud), Scudo stellare (2001, Aley, Libano), Il cielo addosso (2005, Roma) e Portatore (2010, Vadodara, India). Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia, Francia, Germania, Belgio, Cina, Giappone, Corea, Taiwan, Kazakistan, India e Stati Uniti.
Mostre e gallerie
Espone con continuità dai primi anni Ottanta, in Italia e all’estero: Germania, Francia, Spagna, Galles, Inghilterra, Svizzera, Corea del Sud e Libano. A Parigi ha esposto più volte alla Galerie Satellite (1999, 2001, 2008, con la personale Colpo di fuoco) e nel 2000 alla Galerie d’Art de Créteil. Nel 2013 la Marsiglione Arts Gallery di Como lo presenta nella bipersonale Immaginario toscano, con Ivo Lombardi. Nel 2024 partecipa a Cinque artisti, cinque amici alla Galleria Antonio Battaglia di Milano, con Corrado Bonomi, Gianni Cella, Enzo Forese e Nicola Vitale. Collabora stabilmente con entrambe le gallerie.
Attività letteraria
Accanto alla scultura coltiva la scrittura, con racconti brevi e narrativa: Bestiario. Lui e l’animale e Bestiario. Animali tra gli altri (Meta Edizioni, 2016), La parabola del sasso (Prospero Editore, 2018) e Lella. Una vita nella storia (Meta Edizioni, 2025).
Vive e lavora tra Milano e Pietrasanta.
In sintesi
- Nato a Viareggio, 1960
- Diploma Accademia di Carrara, 1982
- Docente Brera dal 1999
- Collezioni in 11 paesi
- 4 pubblicazioni letterarie
Percorso
Pubblicazioni




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